Novembre 2014: il valore dell'educazione

Alla mente dei più, il nome “Croce Bianca” richiama immediatamente il soccorso in ambulanza prestato in caso di malori ed incidenti ed i gesti di assistenza nei confronti di chi è in difficoltà per motivi sanitari. La Croce Bianca ha però anche un’altra missione importante, quella di prevenire le situazioni appena citate o il loro aggravarsi educando i cittadini alla tutela della propria salute ed insegnando come comportarsi nelle situazioni di emergenza.
In quest’ottica occupa un posto di rilievo nel palinsesto formativo della nostra Sezione il corso che annualmente viene offerto alle quinte dell’ITSOS M. Curie, dedicato ad illustrare agli oltre 250 studenti gli effetti delle sostanze stupefacenti ed a mostrar loro come intervenire in caso di incidenti stradali e di arresto cardiocircolatorio.


Ogni classe è coinvolta in due incontri, una lezione frontale ed una sessione pratica, entrambe della durata di circa due ore. Nel primo incontro sono prima descritti gli effetti dell’alcool e di diversi tipi di droghe sul corpo umano, ponendo particolare attenzione alle conseguenze dell’assunzione di queste sostanze sulla guida di veicoli; quindi viene spiegato cosa fare e cosa non fare nel momento in cui ci si trovi a dover soccorrere una persona diventata incosciente o vittima di un incidente stradale.
Nel successivo incontro pratico, gli studenti hanno l’occasione per provare sui manichini, guidati e affiancati da volontari e istruttori della Croce Bianca di Cernusco, le tecniche per immobilizzare una persona che abbia subito un incidente stradale e le manovre di rianimazione cardiopolmonare da iniziare nell’approccio al paziente incosciente.
L’iniziativa, accolta in modo positivo sia dagli insegnanti, sia dai ragazzi, è stata quest’anno anche un’occasione per alcuni nostri più giovani volontari di accostarsi a questa silenziosa attività della nostra Sezione. Imparare a trasmettere quanto imparato in ambulanza in modo rigoroso e al tempo stesso accattivante richiede pazienza, esercizio e dedizione; vedere le “nuove leve” entusiaste di queste prime esperienze di formazione è una grande soddisfazione per il nostro gruppo corsi ed una promettente speranza per il futuro la nostra Associazione.

D. Cucchi

Era il penultimo sabato di novembre e, con alcuni volontari della Croce Bianca di Cernusco sul Naviglio, ho partecipato a una delle giornate di formazione presso la scuola superiore ITSOS M. Curie.
Come un buon team, ci siamo divisi i compiti. Un gruppo è partito prima per preparare il materiale che sarebbe servito per la giornata e l’altra metà si è presentata sul luogo poco dopo, pronta a svolgere la missione della giornata: spiegare ai ragazzi dell’ultimo anno le manovre di rianimazione cardiopolmonare, le tecniche di disostruzione delle vie aeree, la posizione laterale di sicurezza ed i principi di immobilizzazione della colonna vertebrale dopo i traumi.
Dopo un breve briefing tra di noi, durante il quale abbiamo richiamato alla mente tutto quello che volevamo spiegare durante la giornata, ci siamo divisi in squadre; chi, come me, lo faceva per la prima volta, era affiancato ad un formatore più esperto.
Ero emozionata ed elettrizzata. Stavo per spiegare ai ragazzi cose che avrebbero potuto cambiare la loro vita e la vita di chi li avrebbe incontrati, per sempre.
In particolare, mentre spiegavo l’immobilizzazione del rachide cervicale, ho realizzato quanto un piccolo gesto possa, come tener ferma la testa, possa fare una grande differenza per la persona che ha subito un trauma, e ciò mi ha sorpresa molto. E l’emozione nasceva dalla semplicità dell’azione che si deve compiere, paragonata invece al valore che ha. Mi ha fatto capire che basta davvero poco per aiutare qualcuno.
Si pensa che i giovani non abbiano voglia di ascoltare, ma questo è falso. Tutti i ragazzi avevano voglia di imparare, avevano voglia di conoscere, voglia di capire il perché di ogni gesto e soprattutto insistevano per farsi spiegare al meglio tutto quanto.
Nella prima parte della mattinata, ho ascoltato attentamente il mio istruttore, per poi proseguire il mio affiancamento , mettendomi al lavoro in prima persona, mostrando le manovre e aiutando i ragazzi a farle sempre meglio.
Educare non è soltanto trasmettere in modo freddo contenuti che si trovano anche sui libri; è invece regalare queste nozioni arricchite con la propria conoscenza, passione ed esperienza. anche se quest’ultima è ancora poca. Così, con un sorriso, con il desiderio di dare incondizionatamente, si entra in sintonia con l’altro e gli si può cambiar la vita.

“Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice.” [Madre Teresa di Calcutta]

S. Pedretti